Vellutata di zucca a Km0 – proposta didattica interdisciplinare

A me piacciono molto le vellutate, le propongo spesso nel mio menù settimanale in famiglia, perchè trovo sia un modo sano e veloce per preparare e proporre le verdure all’interno del pasto quotidiano. E poi le trovo buonissime, colorate e cremose, adatte in ogni stagione, pure in estate se servite fredde!

Con l’aiuto del mio chef più piccolo abbiamo preparato questa vellutata di zucca semplicissima, ecco la ricetta.

Ingredienti:

  • 400 g di zucca
  • 2 patate medie
  • cipolla
  • olio evo
  •  500 g di acqua (aumentare o diminuire l’acqua se vi piace più o meno densa)
  • dado fatto in casa

Procedimento:

Dopo aver lavato e mondato le verdure, le mettiamo in un tegame capiente con due cucchiai di olio evo e le facciamo soffriggere per pochi minuti insieme al dado fatto in casa. Poi aggiungiamo l’acqua e lasciamo cuocere per circa 25′ o fino a quando la verdura non risulta molto morbida. Frulliamo il tutto con il frullatore ad immersione e serviamo con crostini, riso o orzo e l’aggiunta del parmigiano o della ricotta vaccina o del pecorino, decoriamo con qualche ciuffetto di basilico fresco.

E’ un piatto unico ed è bilanciato perchè vi è tutto l’apporto nutritivo necessario sia per gli adulti che per i bambini: verdure, carboidrati, proteine e grassi. Le verdure naturalmente si trovano nella zucca, nella patata e nel dado fatto in casa; i carboidrati nel pane o nel riso o nel cereale che deciderete di aggiungere; le proteine si trovano nel formaggio, sono proteine di origine animale che – nella dieta vegana – si possono sostituire ad esempio con i legumi: lenticchie, ceci, fagioli; i grassi sono contenuti nell’olio extravergine.

 

Cosa abbiamo imparato?

Mentre preparavamo insieme questo pranzo i bambini mi hanno fatto notare che i prodotti principali ci erano stati forniti dai nonni: la zucca, le patate e il dado arrivano dal raccolto dell’orto del nonno materno e la ricotta vaccina dal caseificio Fontanacervo del nonno paterno. Io ho aggiunto che il basilico proviene dal nostro balcone e il pane ai cereali che abbiamo usato per realizzare i nostri crostini è prodotto dai nostri panettieri di fiducia del paese.. Insomma: un pranzo a Km 0! E’ stato bello ascoltare le opinioni dei miei figli e riflettere con i bambini sul significato di questo termine, sul fatto che in questo modo abbiamo rispettato i tempi della natura mangiando verdura di stagione che abbiamo coltivato con pazienza e amore e nel nostro piccolo abbiamo ridotto l’inquinamento evitando packaging ingombtanti e plasticosi ed il trasporto dei prodotti.

Ai miei bambini piace molto tagliare la verdura con il pelapate – avevo scritto questo post qui se hai voglia di leggere un’avventura divertente che mi ha ricordato quanto è bello fidarsi dei nostri bambini – oppure con l’uso del coltello. E’ molto importante fornire ai bambini, anche piccoli, strumenti veri e reali, come coltelli, mandoline, grattuge cosicchè abbiano l’opportunità di comprendere come si usano grazie all’esempio di noi adulti e che sono strumenti potenzialmente pericolosi, dunque è necessario adottare le giuste precauzioni ed utilizzarli con la massima concentrazione e cautela. La curiosità verso qualcosa di nuovo e che in un certo senso potrebbe essere pericoloso attiva il naturale desiderio di provare a sfidare se stessi e le proprie paure, garantisce la motivazione interiore a provare a fare qualcosa che ancora non si padroneggia e l’apprendimento significativo e reale è assicurato!

Naturalmente è bene affiancare i bambini, specialmente le prime volte, mostrando loro come si utilizzano: “Guarda mettiamoci qui, prendi il pelapatate da questa parte e incidi la verdura dall’alto verso il basso, così. Ora prova tu!”, osservate i bambini, offrite loro la vostra fiducia, non anticipateli, non sostituitevi a loro per paura che si possano fare male. Tenete a bada l’ansia, in fondo un graffietto insegnerà loro che “Mamma e papà avevano proprio ragione a dirmi di essere concentrato mentre uso il coltello, può farmi male! Che bello, però, loro si sono fidati di me e mi hanno lasciato provare!”, in questo modo i bambini si sentiranno capaci e competenti e la loro autostima si rafforzerà!

Tagliare, grattugiare, pelare sono ottimi esercizi per allenare la motricità fine!! Se vuoi approfondire il tema della motricità fine, potresti leggere questo post.

Questa attività può essere proposta anche a scuola, nell’ora di compresenza, in un locale indoor predisponendo la classe ad hoc, ad esempio:

  • formando un unico grande tavolone con i banchi
  • suddividendo i bambini in due o tre gruppi più piccoli di 6-8 bambini, a seconda del numero dei bambini e bambine presenti in quella classe
  • può essere richiesto ai bambini di portare da casa un grembiule da cucina ed un tagliere e magari un cappello da chef se lo possiedono
  • ad ogni bambino viene fornito un coltello, un pelapatate, una grattugia, una mandolina, uno spremiagrumi
  • si può chiedere ai bambini di utilizzare i vari strumenti a turno, per poi essere scambiati
  • si possono tagliare/grattuggiare/spremere a pezzi dei frutti di stagione per preparare una buona macedonia
  • si possono tagliare/grattuggiare/spremere frutta e verdura di stagione e preparare dei frullati misti
  • i gruppetti dei bambini che non sono impegnati con il taglio della frutta o verdura possono sfogliare libri di cucina, ricettari per adulti e per bambini, albi illustrati o guardare dei video su YouTube di cuochi famosi, stellati o di bambini in cucina
  • è lo stimolo per parlare – e fare – di raccolta differenziata, compostaggio, orto
  • c’è la possibilità di scattare delle fotografie e inserirle in un album di ricordi di classe su un blog di classe
  • si può chiedere ai bambini di scrivere o disegnare le emozioni ed i sentimenti che hanno provato mentre vivevano questa proposta insieme con i loro compagni
  • si possono scrivere i nomi della frutta e verdura e degli utensili usati in inglese o in tedesco o nella L2 che si studia in quella classe
  • si possono cercare delle canzoni di cantautori italiani (inglesi, tedeschi..) che nel loro testo abbiano contenute frasi a proposito di frutta o verdura, come per esempio “Viva la pappa al pomodoro” e poi ascoltarle, ballarle, cantarle
  • si può scoprire se quella determinata frutta/verdura cresce o viene coltivata nella città/regione/paese nel quale abitano o dal quale provengono i bambini e le bambine di quella classe
  • è una valida alternativa alla lezione tradizionale di educazione alimentare
  • è una proposta che abbraccia i diversi stili di apprendimento, così da permettere che nessuno “rimanga indietro”
  • è un momento nel quale prevalgono la condivisione, la collaborazione, l’integrazione e l’inclusione, l’allegria, la manualità ed il movimento, la peer education: tutti atteggiamenti necessari per  l’apprendimento autentico, per la formazione integrale di una persona che vive in società e per il raggiungimento della sua soddisfazione e felicità personali, valori imprescindibili per lo sviluppo armonico di un individuo! E lo ricordano anche suggerimenti le Indicazioni Nazionali per il Curriculum
  • e poi?!! Chissà quali altre connessioni, esperienze e proposte verranno in mente a voi ed ai vostri bambini!!

 

E’ bene ricordasi di non forzare e non imporre mai ad un bambino o ad una bambina di partecipare per forza ad un’attività che viene proposta, è appunto una proposta, un’offerta formativa che desideriamo dare e tale deve rimanere, domandiamoci piuttosto “Come, secondo quali modalità e strategie potrei coinvolgere anche lui/lei?”.

Rispettiamo i peculiari interessi, le passioni del momento, valorizziamo i talenti, i caratteristici stili e ritmi di apprendimento che contraddistinguono quel bambino o quella bambina specifica, in quel preciso momento e contesto della sua vita. Oggi va così, chissà domani come evolverà!

 

Curare la relazione con i nostri figli e con i bambini che ci vengono affidati in modo rispettoso, amorevolmente e con la giusta dose di pazienza è difficile e spesso estenuante, ma ci permette di favorire la loro autostima e porre basi solide per una crescita armoniosa della personalità di quei bambini e di quelle bambine.

 


La mia collaborazione con l’Associazione Custodi del Femminino continua: sono diventata una tra le moderatrice di uno dei loro gruppi Facebook che tratta temi di educazione!

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