Riprendiamoci un’educazione consapevole!

Non si può certamente generalizzare, ma siamo per lo più una generazione di adulti che ha ricevuto un’educazione rigida, fatta di imposizioni e divieti, di premi e di punizioni, di ironia celata, di pregiudizi, di paura e di minacce.

Di “bisogna usare un po’ di bastone e un po’ di carota che non ha mai fatto male a nessuno”.
Di “bisogna fare bella figura!”
Di “e chissà poi cosa pensano gli altri di te!”
Di “si è sempre fatto così e si fa così, punto!”

 

 

Un’educazione che ha dato poca importanza ai sentimenti ed alle emozioni che un bambino prova.
Un’educazione che non teneva conto dell’unicità e delle peculiarità originali di ciascun bambino.
Un’educazione che tendeva ad omologare, piuttosto che a valorizzare le differenze di ciascuno di noi.
Un’educazione che non considerava i talenti, le passioni, le ambizioni ed i desideri personali di ogni bambino o bambina.
Un’educazione che non aveva come obiettivo la felicità individuale e la realizzazione personale, ma l’obbedienza ed il rigore!

Il risultato non mi sembra ottimale!

Molti di noi sono adulti ansiosi, nervosi e stressati.
Molti non riescono a sorridere.
Alcuni sono insoddisfatti del proprio lavoro o di una parte della loro vita.
Tanti genitori si sentono confusi ed inefficaci nei confronti dei loro bambini.
Ci sono adulti che sbottano di fronte al pianto di un bambino, che fanno scenate isteriche davanti ai “capricci”, che non sanno come gestire una situazione problematica e si sentono totalmente incapaci e sbagliati.

Vi siete mai chiesti perché?

Vogliamo questo per i nostri bambini di oggi, adulti di domani?

Io no!

È doveroso attuare un profondo cambiamento di prospettiva pedagogica!

Si può fare!

Insieme, con le giuste informazioni, con pazienza, costanza e determinazione!

E adesso, abbracciamo forte il nostro “io bambino interiore”, regaliamogli un enorme sorriso ed un bacio a schiocco, culliamolo, consoliamo tutte le ingiustizie subite, curiamo le sue ferite e cerchiamo di non ripetere gli stessi errori.

Io non ci riesco sempre, e tu?

 


La mia collaborazione con l’Associazione Custodi del Femminino continua: sono diventata una tra le moderatrice di uno dei loro gruppi Facebook che tratta temi di educazione!

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