Prendersi cura di …

Mi è molto cara l’espressione “prendersi cura di..“! 

Per me ha un’accezione positiva: un desiderio volontario di dedicarsi a qualcun altro, e in quanto tale diverso da me stesso, di uscire dalla visione egocentrica, togliere del tempo e dello spazio personale per donarlo ad un altro. 

Gratuitamente.

Per me è la massima esperienza di libertà, perché mi permette di uscire dalla mia personale prospettiva ed osservare la realtà con gli occhi degli altri.

Quando sento l’espressione “prendersi cura di..”  penso subito al sentimento di tenerezza, di premura, di amore incondizionato, di osservazione attenta e sincera, di sguardo amorevole e non giudicante, di presenza fiduciosa e discreta, di gioia pura, di sollecitudine, di zelo, di delicatezza che provo quando penso ai bambini. Ai bambini che incontro o che ho incontrato lungo il mio cammino e soprattutto ai miei di bambini, i miei figli, che mi hanno insegnato in profondità quello che per me è il vero significato del prendersi cura di qualcuno.

L’essere umano è per natura programmato per dedicarsi agli altri, perché è un essere sociale e per raggiungere ben-essere e felicità ha bisogno di investire nelle relazioni sociali!

Condividere, donare, stare insieme, parlare, ridere, giocare sono azioni che arricchiscono una persona, le permettono di vivere esperienze, di apprendere dagli altri, di imparare nuove conoscenze, di superare i propri limiti, di affrontare le difficoltà.

 

La cura sorge solo quando l’esistenza di qualcuno ha importanza per me.

 

Secondo i dizionari classici di etimologia il termine deriva dal latino cura e si scriveva coera, era una parola utilizzata in un contesto di relazioni di amore e di amicizia, esprime un atteggiamento di premura, ma anche di preoccupazione e inquietudine nei confronti di una persona amata o di un oggetto di valore. Infatti l’atteggiamento di cura include due significati: l’atteggiamento di vigilanza, di sollecitudine e di attenzione nei confronti dell’altro; e il sentimento di preoccupazione e inquietudine, perché la persona che ha cura di un’altra si sente coinvolta e affettivamente legata a questa.

 

Il grande poeta latino Orazio (65-8 a.C.) scrive: “La cura è compagna permanente dell’uomo”. Ciò significa che il concetto di cura accompagna l’essere umano in tutta la sua vita, perché egli non smetterà mai di amare e di prendersi cura di qualcuno e non smetterà mai di inquietarsi per la persona che ama.

 

Pensavo allora a quello strumento importante e portentoso che è offrire il nostro esempio ai bambini, dedicandoci a loro quotidianamente! 

Prendendoci cura dei loro bisogni, offrendo loro la libertà di sperimentare, di prendere decisioni, di agire.

Conivolgendo loro nella nostra vita, nei nostri progetti, nei nostri lavori, nelle nostre passioni, nelle nostre difficoltà.

Lasciare che ci aiutino, offrendo il loro contributo, così come ne sono capaci.

Abbracciare. Quanto è importante e bello abbracciare, baciare, coccolare, prendere in braccio, portare in groppa o cuore a cuore, dare la mano ai nostri bambini quando ce lo permettono o quando ne sentono la necessità.

Ascoltare. Stare ad ascoltare i nostri bambini con attenzione, passione e trasporto, permettere loro di parlare, di esprimere opinioni, di fare domande, di essere curiosi. Ascoltare loro seriamente, dando valore ai loro pensieri, senza esprimere giudizi!

 

E così, se i bambini ci chiedono di prendersi cura di qualcun’altro: il fratellino, un amico di penna, una pianta, un animaletto, o di qualcosa: preparare la cena, sistemare un angolo della casa, mettiamo da parte la paura e diamo loro fiducia!

Faremo un enorme regalo ai nostri bambini, ne gioverà la loro autostima, progrediranno le loro competenze sociali, si sentiranno impegnati ed importanti. Faranno qualcosa che loro stessi reputeranno utile, interessante, motivante!

Daremo loro l’occasione di sperimentare l’atteggiamento di premura e di preoccupazione che caratterizza quel bel dono che è insito nel dedicarsi agli altri!

Questa è Fragola, la nostra anatra domestica! Insieme alle quaglie Bruno e Giulia e ad un gruppetto di gallinelle ovaiole fanno parte dei nostri animali da compagnia. I bambini hanno chiesto di prendersi cura di qualche animaletto da giardino, dopo averne parlato tutti insieme, noi genitori abbiamo deciso di dar loro fiducia!

 

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