Parlare della guerra ai bambini? Si può!!

Qualche settimana fa abbiamo viaggiato con la nostra roulotte in giro per la Francia ed una delle nostre tappe è stata la Normandia. Terra meravigliosa, bagnata dal maestoso e freddo Oceano Atlantico, la Normandia per me è stata: dolci colline dipinte di verde di varie tonalità, campi di colza gialli color del sole, mucche e pecore al pascolo sotto raffiche di pioggia e grandine di pochi minuti che si alternano al sole brillante, vento pungente e piccole casette ai bordi della strada, tanto perfette che sembrano uscite da un libro di fiabe!

Mio marito, appassionato di storia e di film che trattano i temi della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, ci ha proposto di visitare le spiagge dello sbarco degli alleati in Normandia del 6 Giugno 1942, quelle del D-Day, come Omaha Beach, l’Overlord Museum e l’American Cemetery.

Sono state delle visite interessanti, che personalmente mi hanno arricchita e grazie al fatto di aver visto questi luoghi, di “esserci stata”, mi hanno permesso di imparare facendo esperienza, di assimilare cose che ancora non sapevo (o forse non ricordavo!?) direttamente sul campo!

      

Nei giorni precedenti alla visita mi sono soffermata a pensare all’impatto che l’argomento guerra e questi luoghi pieni di storia potessero avere sui nostri bambini, soprattutto su Amalia, la nostra bambina più grande, affascinata ed incuriosita da tutto, ma, in questo momento della sua vita, impressionabile da certi temi.

    

E così mi sono chiesta: Si può affrontare il tema della guerra con i bambini?

Certo! Si può parlare di tutto con i bambini!
E’ importante parlare ai bambini con calma, senza ricoprirli di informazioni, dire poche frasi e dare il tempo ai bambini di riflettere, di pensare e se lo desiderano di porre altre domande. Come per ogni argomento è necessario essere sinceri ed onesti, inutile mentire o essere sbrigativi con frasi tipo “Sono cose da grandi, non puoi capire!”

Si possono utilizzare analogie con quello che i bambini capiscono a seconda della loro età, delle loro competenze o interessi del momento.
Meglio evitare tg, video o immagini forti di violenza e distruzione, che generano angoscia e senso di insicurezza!

I bimbi piccoli possono comprendere molto bene il sentimento della rabbia, il litigio.
Per parlare della guerra possiamo dire, per esempio, che purtroppo ci sono adulti che non riescono a trovare una soluzione e arrivano a questo. È fondamentale però infondere un messaggio di speranza, ad esempio raccontando che altrettanti adulti si stanno impegnando per trovare una soluzione e riportare la pace.

Creare un luogo fisico accogliente ed un clima sereno e aperto, infondere calma e fiducia, saper ascoltare veramente, sospendendo il proprio personale punto di vista, saper aspettare che le informazioni si sedimentino nella loro mente, rispondere alle domande che vengono poste dai bambini senza sovraccaricare con troppe informazioni e giudizi frettolosi, ecco: penso che questi siano dei buoni atteggiamenti che possono permettere un dialogo autentico ed aiutare noi adulti, genitori, educatori, maestri, nonni, ad affrontare qualsiasi tema d’interesse dei nostri bambini o di quelli che ci vengono affidati!


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