Motricità fine

Insieme alle abilità socio-emotive e grazie alla curiosità, che è innata nell’essere umano, tutte le capacità motorie, come ad esempio la motricità fine, si sviluppano in maniera graduale con molto “esercizio libero”, ovvero lasciando che il bambino sperimenti (in sicurezza) tutto ciò che incontra nella sua quotidianità.

Con motricità fine si definisce il controllo motorio sui piccoli movimenti delle mani e delle dita, così come dei piccoli muscoli della faccia e della bocca (lingua) e dei piedi. Tuttavia, quando si parla di motricità fine si tende a concentrare l’attenzione sulla capacità di fare i movimenti più fini con le mani.

Lo sviluppo della motricità fine inizia quando il piccolo neonato inizia ad afferrare qualcosa (il dito della mamma, un peluche, un pezzo di stoffa..), poi reggendo e trasportando in mano un oggetto più o meno pesante e più o meno grande, afferrando del cibo da mangiare (ad esempio leggi qui) il bambino utilizzerà le mani per scopi più mirati, come ad esempio giocare con le costruzioni o con le paste da modellare, cucinare, vestirsi: chiudere i pantaloni con una cerniera o abbottonare una camicia… Disegnare, incollare, ritagliare, dipingere e scrivere…

Insomma se ci fermiamo un attimo a pensare a questi esempi mirati ad esercitare la motricità fine nei bimbi piccoli ci rendiamo conto che non serve insegnare loro proprio nulla! Noi genitori possiamo semplicemente offrire un ambiente (tutte le stanze della nostra casa, il nostro orto, il garage, il parco, il bosco, la spiaggia..) coinvolgente, sicuro ma senza evitare i piccoli potenziali pericoli, la nostra presenza e compagnia. Credo che l’ultima cosa che noi genitori possiamo fare, che per me è la più importante è stare lì accanto a loro partecipi, attenti e sorridenti ed osservare ciò di cui hanno bisogno!

Pensando a tutte le situazioni con le quali i miei bimbi si confrontano ogni giorno e che richiedono la motricità fine ho stilato una serie di proposte. Sono solo proposte, pertanto, il consiglio è sempre quello di invitare i bambini a fare questo gioco piuttosto che quello, senza mai forzare o sostituirsi a lui se “non rispetta esattamente la richiesta”. Anche se non è sempre facile, meglio essere prudenti e pazienti nel nostro modo di comunicare, anche con gli atteggiamenti non verbali e attendere, spesso il risultato è ancora più bello!

L’età, ovviamente, è molto indicativa, poiché ogni bimbo sperimenta passioni personali, mutevoli e rispetta tempi di sviluppo propri, differenti da bimbo a bimbo e quando si sentirà pronto comincerà ad interessarsi ad un gioco piuttosto che ad un altro, spesso in maniera del tutto autonoma, improvvisa e affascinante!

Per i bimbi tra i 12 (ma anche prima) ed i 36 mesi (ma anche dopo):

  • Mangiare da solo con le mani e con la presenza di una piccola forchetta metallica (tipo quelle da frutta)
  • Curare la propria persona (togliere i vestiti e le scarpe/calze, lavarsi le manine con il sapone, i dentini con lo spazzolino..)
  • Trasportare un oggetto ad un membro della famiglia
  • Infilare o estrarre il bucato dalla lavatrice
  • Lavare frutta e verdura (cucinare)
  • Aiutare in qualsiasi faccenda domestica
  • Giocare al travaso di liquidi in diversi recipienti utilizzando imbuti, palette, cucchiai…
  • Giocare al travaso di oggetti solidi come pasta, legumi, riso, mais, bottoni…
  • Manipolare sostanze dalla consistenza diversa come sabbia, terra, pietre, farine, schiuma da barba, pasta modellabile, ecc…
  • Giocare agli incastri
  • Comporre semplici puzzle
  • Soffiare le bolle di sapone, sulle candeline, sui “soffioni”..
  • Pitturare con le dita

….Crescendo dai 3/4 anni in su:

  • Ritagliare (carta di diverso spessore, stoffa… con forbici “normali” o sagomate)
  • Infilare le perline o pasta per realizzare collane
  • Stendere il bucato con le mollette
  • Pelare la frutta come le arance, le banane, sgranare piselli, fagioli ecc…
  • Utilizzare il coltello, il pelapatate, il taglia verdura…
  • Cucire
  • Raccogliere piccoli oggetti con le pinze (pinzette, pinze da ghiaccio) e trasportarle in contenitori diversi o classificarli;
  • Cucinare insieme (ad esempio impastando la pasta fresca, pasta frolla o la pizza, utilizzare il taglia biscotti..);
  • Giocare con le costruzioni con blocchi via via più piccoli;
  • Giocare a Domino
  • Giocare a carte
  • Giocare con le biglie
  • Infilare i bottoni e allacciare le cerniere mentre ci si veste

Ciò che sperimento quotidianamente con i miei figli (ed anche a scuola con i miei allievi) è che laddove i bambini si sentono accolti e liberi di fare qualcosa in autonomia, qualcosa che davvero ha stimolato la loro curiosità, che li affascina o che serve loro per raggiungere qualche scopo ed hanno la possibilità di provare, allora acquisiscono una competenza in più, magari piccola, probabilmente impercettibile agli occhi di un adulto, ma importante e duratura per loro!

Non importa il risultato, quello si migliora nel tempo proprio grazie all’innata voglia di provare e riprovare a fare quella cosa lì con curiosità e perseveranza, ma bisogna ricordare un dettaglio molto importante: senza pressioni, senza commenti, senza giudizi!

Come adulta scelgo di fare un passo indietro e di fidarmi dei (miei) bambini!


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One thought on “Motricità fine

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