Le emozioni si possono educare?

Gli esseri umani provano un ventaglio di emozioni infinito, dettato dal loro io interiore, dall’indole, da una passione o una preoccupazione del momento, da uno spavento, da una sorpresa, da una bella o da una brutta notizia, da un momento specifico che stanno vivendo… e chissà da cos’altro!!

 

Succede a tutti, adulti e bambini! 

La differenza tra adulti e bambini sta nel come queste emozioni si manifestano e come vengono gestite!

E va bene così!

Amore, gioia, felicità, entusiasmo, paura, rabbia, angoscia, tristezza, frustrazione sono tutte emozioni e tutte vanno bene.

Sono complementari ed utili tutte quante per lo sviluppo armonico di un individuo.

Ad esempio: la frustrazione di fronte ad uno sbaglio o a qualcosa che non ci riesce, genera il desiderio di riprovare, di rimettersi in gioco, alimentando così la proprio autostima.

La tristezza ci fa sentire il desiderio di trascorrere del tempo in solitudine, per pensare, ritrovare noi stessi e la nostra centratura.

Il piacere genera ossitocina, definito l’ormone dell’amore, favorisce l’affettività e l’empatia, permette ad esempio alle donne di partorire, di allattare e di prendersi cura della proprio creatura anche di fronte a situazioni di forte stress.

 

Allora smettiamola di dire ai bambini “Non devi piangere!”, “Ma come, allora non sei felice adesso?”, “Non essere agitato dai, calmati un po’” o ancora “Non puoi arrabbiarti! Non devi urlare!”, “Dai, dai che non è niente! Adesso voglio vedere un bel sorriso!”

..Ma anche no! Non si può essere sempre calmi, pacati, belli sorridenti e felici! Lasciamo che i nostri bambini provino le emozioni che sentono, ne hanno pieno diritto in quanto esseri umani!

Quindi è normale provare questo ventaglio di sfumature infinito di emozioni, è doveroso manifestarle, è importante saperle riconoscere ed imparare a canalizzarle nel modo più efficace per l’individuo stesso.

 

Come si fa ad impararlo?

Si impara per tutta la vita, strada facendo, ma se si comincia da piccoli è più facile!

Apprendere dall’esempio di una persona che stimiamo, alla quale siamo legati affettivamente, che ci ama e che si prende cura di noi e dall’esperienza diretta: osservando e mettendo in pratica determinati gesti, comportamenti, dinamiche, relazioni avviene senza rendersene conto, in modo spontaneo, naturale, lento!

Il nostro ruolo come educatori è quello di accogliere, contenere, aiutare a riconoscere e a saper gestire e canalizzare le emozioni che provano i bambini che ci sono stati affidati!

È un nostro dovere nei confronti dei bambini! Glielo dobbiamo! Gli adulti siamo noi!

 

E per gli adulti che non lo hanno interiorizzato da piccoli: È facile?

A mio avviso direi proprio di no, purtroppo la maggior parte di noi adulti non può contare sulla personale esperienza emotiva di figlio o figlia, di bambino o di bambina, di scolaro o scolara, perché spesso (ma non sempre, ovviamente non si può generallzzare!) arriva da una generazione che ha ricevuto un’educazione direttiva e poco empatica.

Da quando sono diventata mamma ho deciso di intraprendere un percorso di consapevolezza interiore per conoscermi meglio, per rafforzare i miei punti di forza, per sentirmi maggiormente centrata su di me e trovare il giusto equilibrio, per affrontare le mie difficoltà, le mie paure, i miei limiti legati alla mia esperienza di bambina, di figlia, di giovane adulta, di maestra, analizzare le situazioni, comprenderle ed evolvere. E’ un percorso che dura da anni, spesso ne vedo i risultati, ma altrettanto spesso mi rendo conto che necessito ancora di questa analisi e ricerca interiore. Perchè in fondo.. non si smette mai di imparare, lo si fa quotidianamente per tutta la vita, anche da adulti!

 

Voi come fate?

 

Curare la relazione con i nostri figli in modo rispettoso, amorevolmente e con la giusta dose di pazienza è difficile e spesso estenuante, ma ci permette di favorire la loro autostima e porre basi solide per una crescita armoniosa della personalità dei nostri bambini.

 


La mia collaborazione con l’Associazione Custodi del Femminino continua: sono diventata una tra le moderatrice di uno dei loro gruppi Facebook che tratta temi di educazione!

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