Il pelapatate

Ero stufa di impiegare un sacco di tempo per pulire la verdura con il coltello, gratta, gratta e poi… ottenere un risultato neanche discreto!

Così mi sono decisa ed ho acquistato su Amazon un pelapatate, quello consigliato proprio da Amazon, a poco più di 5€!

Ero molto diffidente nei suoi confronti, anche perché, in verità, nella nostra cucina ne bazzicava già uno tempo fa, quello preso nel negozio strafigo della lista nozze. Ma: o io avevo dei grossi problemi di motricità fine oppure quell’oggetto così prezioso (e costoso) era fallato! Ma sì, perché praticamente invece di sbucciare, accarezzava delicatamente la buccia e non ne toglieva via nemmeno un po’…

Va be’.. Comunque, come accade tutte le volte che arriva il corriere, qui è festa grande!

Panico, eccitazione, confusione!

Piedini scalzi che vanno qua e là: chi corre verso il balcone per vedere chi è, chi inizia a chiedere “hai comprato qualcosa per me?”, poi veloci ad aprire la porta d’ingresso e via di corsa fino al cancelletto. Poi inizia la gara “apro io!”, “No! Io!”

In genere poi torna la quiete, che non sono certo io a ristabilire, perché, passato l’attimo di panico nel quale penso “cosa cavolo ho di nuovo comprato?!?”, sono

S T R A G A S A T A

di assaporare lo spacchettamento quasi mai semplice che finisce con lo scatolone divelto e attingere alla sorpresa goduriosa del contenuto…

Comunque di solito succede così: Amalia tiene fermo il pacco, come fosse una coppa olimpica, Pietro estrae le forbici dal cassetto della cucina e con estrema precisione inizia un tagliuzzamento scrupoloso e sistematico.

Dopo alcuni istanti, che a me sembrano minuti, decidono di strappare il pacco con una forza bruta ed estraggono il tanto atteso pelapatate!!

Pietro decide di inaugurarlo subito e così, dato che per pranzo dobbiamo preparare una vellutata di zucca con carote e patate, ne approfittiamo! Inutile dire che io il gioco nuovo non l’ho provato, perché il piccolo Chef, con un’eleganza ed una sicurezza da far invidia a Benedetta Parodi, ha sbucciato la carota e la patata, togliendo ogni millimetro di buccia rimanente!

Ad un tratto, però, ormai acquisita una certa sicurezza, il piccolo Chef ha deciso di provare il nostro nuovo attrezzo dall’altro verso e, ahimè si è fatto un bel graffio sul dito indice della mano sinistra.

Ha pianto e si è molto rammaricato nei confronti del pelapatate.

Ha voluto un bacio sul dito e una coccola di mamma, ed un cerotto col personaggio che gli ha portato Amalia (tipo un mostro di Regal Academy, io gli avevo preso una fatina che sembrava una Winx).

A quel punto ho pensato “ecco, non sono stata abbastanza attenta, avrei dovuto fargli vedere come muovere il polso e posizionare la mano. Ora sarà spaventato e non vorrà usarla più…”

Invece, il piccolo Chef è salito di nuovo sulla sua alzatina rossa a pois bianchi, ha terminato gli ultimi ritocchi ed ha inserito nel boccale del Bimby tutti i pezzi delle verdure che aveva pulito. Era sorridente e soddisfatto del suo operato.

Ed io ho concluso che l’esser stata una spettatrice sia stata la scelta migliore!

Gli ho offerto la mia fiducia, in questo modo il mio piccolo Chef si è sentito libero di agire secondo i suoi tempi ed il suo istinto, si è sentito libero anche di sbagliare, superare la sfida e ripartire!


Ti è piaciuto questo post? Lascia il tuo indirizzo per ricevere i prossimi via mail!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *