Genitori homeschoolers: tiriamo un sospiro di sollievo e.. godiamoci lo spettacolo!

Quando insieme ai nostri figli abbiamo scelto di intraprendere il percorso di educazione parentale abbiamo parlato e parlato e pensato ancora di più. Con mio marito ci siamo posti molte domande, che abbiamo scoperto poi essere le stesse che tanti altri genitori si sono posti  prima di noi…

Capita un po’ a tutte le famiglie di essere turbate da alcuni dubbi: “Avrò proposto attività sufficientemente stimolanti rispetto a quell’argomento? Abbiamo intrapreso esperienze arricchenti in questo ultimo periodo?, Avrò preparato materiale adeguato che stimoli la curiosità di mio figlio?”, Insomma.. “Avrò fatto abbastanza?”….


Questo accade perché spesso siamo legati ad una visione – superata – di prestazione legata ad una valutazione, che come un macigno ci portiamo dietro dalla nostra infanzia: ho fatto bene (e dunque ho imparato) solo se ho preso un bel voto/superato l’esame.

Fortunatamente anche le Indicazioni Nazionali (che sono quel documento ministeriale che offre un orientamento alle scuole/dirigenti/insegnanti) raccomanda che non esiste più un programma al quale attenersi e seguire scrupolosamente nel corso dell’anno scolastico (o homescolastico), quanto piuttosto delle competenze che ogni singolo bambino deve raggiungere al termine della classe prima, al termine del primo biennio (seconda e terza) e al termine del secondo biennio (quarta e quinta).

Ma attenzione: nel rispetto dell’unicità di ogni singolo bambino, dunque considerando le sue esperienze pregresse legate alla sua quotidianità, le sue passioni ed i suoi talenti, e dei suoi peculiari tempi di apprendimento. Non c’è da stupirsi, quindi, se un bimb* di 8 anni non abbia ancora manifestato un particolare interesse nei confronti della lettura o della lettura autonoma ed individuale. E non si deve pensare immediatamente che questo sia indice di “qualcosa che non va”, segnalarlo all’ASL di competenza ed affibiargli una bella etichetta con su scritto “DSA”,  cominciando così una trafila di visite, test e atteggiamenti che tarperanno certamente le ali alla sua caratteristica, innata e peculiare modalità di apprendimento.

Le Indicazioni Nazionali sono un documento molto bello, ne consiglio la lettura, perché permettono di riflettere sull’importanza di un’educazione integrale e rispettosa dell’unicità e complessità di una persona; un’educazione che parta sempre da un’esperienza pratica e vicina alla realtà che caratterizza i bambini (ma proprio quegli specifici bambini lì, proprio in quel particolare momento della loro vita ed esattamente in quel posto). Purtroppo non sempre questo avviene!

Detto ciò, è importante ricordare che quando nostro figlio si sentirà pronto e manifesterà una grande curiosità nei confronti di qualche cosa che proprio in quel momento della sua vita reputerà utile ed indispensabile sapere perché gli servirà: lo imparerà!
Una volta un papà mi raccontò che suo figlio all’età di 6 anni aveva manifestato una passione smisurata per le figurine dei calciatori della sua squadra del cuore. Per lui era necessario conoscere nomi e cognomi di tutti i calciatori per poter appiccicare le figurine negli spazi corretti dell’album. Ebbene: nonostante fino a quel momento di lettura e libri non si era particolarmente interessato, in meno di una settimana imparò a leggere da solo questi nomi. E da lì non si fermò più!

Quindi noi genitori che facciamo? Stiamo lì a guardare e basta?

Ni! Noi genitori molto spesso dobbiamo stare lì a guardare e basta, possiamo tirare un sospiro di sollievo e.. goderci lo spettacolo! Dobbiamo avere un modo di osservare attivo nei confronti dei nostri figli e porci in maniera:

  1. non giudicante, ma fiduciosa
  2. attenta
  3. amorevole
  4. monitorare con cautela
  5. intervenire

Possiamo predisporre in casa un ambiente a misura di bambino, nel quale egli possa prendere e posare oggetti da solo e fare in autonomia, un ambiente sobrio, stimolante e divertente, ricco di libri dei più svariati argomenti da leggere insieme ad alta voce, di supporti tecnologici, di strumenti musicali e di musica da ascoltare, di martello ed altri oggetti per fare dei lavori e di mattarello e tutti gli utensili che si usano in cucina. Lasciare a disposizione materiale creativo e di riciclo. Fare la spesa al mercato, frequentare e vivere le proposte di aggregazione del quartiere. Organizzare viaggi per conoscere posti nuovi, vicini e lontani, e persone interessanti, passeggiare in mezzo alla natura, rilassarsi con serate cinema sul divano.. Creando così quella relazione intima e speciale che rende l’apprendimento un vero, piacevole spettacolo per tutta la famiglia!


…Ma soprattutto – e lo riscrivo per cercare di non dimenticarmelo – fidarci dei nostri figli e delle loro capacità, osservare loro con occhi attenti, vivaci e mai pressanti, sostenere con amore incondizionato ogni loro passo!

E ricordarci sempre che i bambini con naturalezza, con la loro immensa curiosità ed in maniera estremamente semplice e pratica ci fanno capire che imparano e che ce la faranno nonostante tutto e che è bello e che andrà tutto bene!

Come ci ha detto Pietro qualche giorno fa: “Papà, io me la cavo, eh!”

Se tu genitore, educatore, insegnante, appassionato di pedagogia stai leggendo e vuoi saperne di più o avere un confronto: scrivimi e facciamoci una bella chiacchierata!!


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8 thoughts on “Genitori homeschoolers: tiriamo un sospiro di sollievo e.. godiamoci lo spettacolo!

  1. grazie, sempre da tener presente! nel mio percorso, come in quello di molti le pressioni degli schemi passati riaffiorano come occasione per passare al nuovo… e i bambini aiutano 🙂 grazie

    1. Grazie Sabina!
      Già, non è semplice nè scontato, ma la spontaneità, la curiosità e la praticità dei bambini ci guidano, basta lasciarsi andare e fidarsi di loro!!!

  2. Condivido completamente e aggiungi che alcune cose vanno comunque offerte x veleggiate serene insieme al mondo schooler tipo grammatica, e che so io… 😊
    Nostro foglio 9 Anni Mai Vista una scuola. A volte mi sento avvolgere dall’ansia anche a casa degli esami…
    Grazie!!!!

    1. Ciao Elisa!
      Grazie!
      Penso anche io che sia necessario da parte nostra offrire alcune nozioni più tecniche per i bambini più grandi (grammatica, algebra, storia), altrimenti è probabile non sorgerebbero spontaneamente. Penso però che ci si possa sempre inventare un modo creativo, giocoso, legato a qualche esperienza o fatto e adatto a quella famiglia lì in quel momento di vita
      Ti va di condividere qualche esempio di proposta di grammatica o altro? 🙂 Grazie!!!

  3. Ciao Marta, vorrei poterti contattare telefonicamente per chiederti delle cose sull’homeschooling.
    Ho tre bimbi di 7,3 anni e 7 mesi.
    Se puoi rispondimi via mail.
    Grazie mille e buona giornata.
    Michela

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