Scuola di gratuità

La signora gentile delle piante di melograno, poco distante da casa nostra, qualche giorno fa ha fermato i miei figli per strada per regalare loro una borsa colma di frutti.
Non ci conosciamo bene, ci scambiamo un saluto quando ci vediamo e il primo giorno d’autunno abbiamo chiacchierato sotto casa sua a proposito della maturazione delle sue piante.
Lei se lo è ricordato e ce li ha donati esattamente un mese dopo, a maturazione completa.
Così, gratuitamente!

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La potenza dell’autoapprendimento

Ma chi lo dice che a 6 anni “bisogna già sapere i giorni della settimana e i mesi dell’anno a memoria”?

Avviene!
Avviene naturalmente! 
Qualche bimbo lo impara prima, qualche altro un po’ dopo e va bene così!

È l’interesse e la motivazione interiore che lo spinge ad interessarsi e ad impararlo!

Il cervello è meraviglioso ogni persona mette in atto meccanismi del tutto personali ed unici volti ad apprendere ciò che ci serve, che riteniamo utile e che ci fa battere il cuore!

“Quanto manca a Natale?
Quand’è il giorno di danza?
Quanti mesi fa era il mio compleanno?
Viene prima il “mio mese” o quello del mio amico?
Quand’è iniziato l’autunno e quando finirà?”

Partendo dalla vita reale, da ciò che ci succede, da interessi che ci coinvolgono possiamo veicolare la conoscenza!

Il meraviglioso calendario è opera della superlativa artista Sybille Kramer in collaborazione con la splendida @vogliouna melablu

Festa di San Martino – Realizziamo le lanterne fai-da-te

Ho annullato il Workshop “Festa di San Martino”

previsto per Domenica 10 Novembre 2019

ed abbiamo pensato di riproporlo

Mercoledì 20 Novembre dalle 16.00 alle 18.00

sempre al solito posto.

Se vuoi leggere il post di programmazione completo clicca qui.

Chi viene??????

 

 

“E quando giungerà l’imbrunire accenderemo ad una ad una le nostre lanterne così bambini, fratelli, genitori, nonni e amici passeggeremo insieme attraverso il sentiero del bosco in una lunga processione di lanterne.
Porteremo con noi e dentro di noi la luce delle nostre lanterne. 
Proprio come San Martino che “sentiva dentro di sé una luce interiore così forte e, in una fredda notte d’inverno incontrando un mendicante infreddolito alle porte della città, si offrì di condividere con lui il suo mantello” (…)

 

Attività per bambini: come costruire una lanterna per festeggiare e ringraziare San Martino (se vuoi approfondire la leggenda di San Martino leggi qui)

Lanterna di carta facile facile:
1. Prendere un foglio bianco A4
2. Colorare il foglio A4 con la tecnica del frottage (porre sotto il foglio una serie di foglie secche e poi colorare delicatamente la superficie del foglio con l’utilizzo dei mattoncini o pastelli a cera)
3. Piegare il foglio in 4 parti sul lato verticale
4. Costruire una base in cartoncino
5. Accendere una candelina e inserirla nella laterna

Lanterna di vetro – difficoltà media
Occorrente:
1. Un barattolo di vetro grande
2. Filo di ferro
3. Carta velina colorata a forma di stelle, luna o cuore
4. Foglie (vere)
5. Colla vinilica e pennello
6. Una candelina
7. Un bastoncino di legno piuttosto resistente con un filo di spago legato che servirà per fissare ad esso la lanterna
Procedimento
Decorare il barattolo applicando le immagini realizzate con la carta velina e le foglie raccolte nel bosco utilizzando la colla vinilica e un pennello.
Realizzare il manico della lanterna con il filo di ferro e fissarlo al collo del barattolo di vetro precedentemente rivestito di filo di ferro.
Legare il manico della lanterna al filo di spago fissato al bastoncino di legno.
Posizionare la candelina all’interno della lanterna ed accenderla.

Ogni bambino terrà in mano il bastoncino di legno al quale avrà legato la propria lanterna e… La Lanternata avrà inizio!

Buona Luce a tutti !

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La mia collaborazione con l’Associazione Custodi del Femminino continua: sono diventata una tra le moderatrice di due dei loro gruppi Facebook che tratta temi di educazione!

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Prendersi cura di …

Mi è molto cara l’espressione “prendersi cura di..“! 

Per me ha un’accezione positiva: un desiderio volontario di dedicarsi a qualcun altro, e in quanto tale diverso da me stesso, di uscire dalla visione egocentrica, togliere del tempo e dello spazio personale per donarlo ad un altro. 

Gratuitamente.

Per me è la massima esperienza di libertà, perché mi permette di uscire dalla mia personale prospettiva ed osservare la realtà con gli occhi degli altri.

Quando sento l’espressione “prendersi cura di..”  penso subito al sentimento di tenerezza, di premura, di amore incondizionato, di osservazione attenta e sincera, di sguardo amorevole e non giudicante, di presenza fiduciosa e discreta, di gioia pura, di sollecitudine, di zelo, di delicatezza che provo quando penso ai bambini. Ai bambini che incontro o che ho incontrato lungo il mio cammino e soprattutto ai miei di bambini, i miei figli, che mi hanno insegnato in profondità quello che per me è il vero significato del prendersi cura di qualcuno.

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Le emozioni si possono educare?

Gli esseri umani provano un ventaglio di emozioni infinito, dettato dal loro io interiore, dall’indole, da una passione o una preoccupazione del momento, da uno spavento, da una sorpresa, da una bella o da una brutta notizia, da un momento specifico che stanno vivendo… e chissà da cos’altro!!

 

Succede a tutti, adulti e bambini! 

La differenza tra adulti e bambini sta nel come queste emozioni si manifestano e come vengono gestite!

E va bene così!

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Riprendiamoci un’educazione consapevole!

Non si può certamente generalizzare, ma siamo per lo più una generazione di adulti che ha ricevuto un’educazione rigida, fatta di imposizioni e divieti, di premi e di punizioni, di ironia celata, di pregiudizi, di paura e di minacce.

Di “bisogna usare un po’ di bastone e un po’ di carota che non ha mai fatto male a nessuno”.
Di “bisogna fare bella figura!”
Di “e chissà poi cosa pensano gli altri di te!”
Di “si è sempre fatto così e si fa così, punto!”

 

 

Un’educazione che ha dato poca importanza ai sentimenti ed alle emozioni che un bambino prova.
Un’educazione che non teneva conto dell’unicità e delle peculiarità originali di ciascun bambino.
Un’educazione che tendeva ad omologare, piuttosto che a valorizzare le differenze di ciascuno di noi.
Un’educazione che non considerava i talenti, le passioni, le ambizioni ed i desideri personali di ogni bambino o bambina.
Un’educazione che non aveva come obiettivo la felicità individuale e la realizzazione personale, ma l’obbedienza ed il rigore!

Il risultato non mi sembra ottimale!

Molti di noi sono adulti ansiosi, nervosi e stressati.
Molti non riescono a sorridere.
Alcuni sono insoddisfatti del proprio lavoro o di una parte della loro vita.
Tanti genitori si sentono confusi ed inefficaci nei confronti dei loro bambini.
Ci sono adulti che sbottano di fronte al pianto di un bambino, che fanno scenate isteriche davanti ai “capricci”, che non sanno come gestire una situazione problematica e si sentono totalmente incapaci e sbagliati.

Vi siete mai chiesti perché?

Vogliamo questo per i nostri bambini di oggi, adulti di domani?

Io no!

È doveroso attuare un profondo cambiamento di prospettiva pedagogica!

Si può fare!

Insieme, con le giuste informazioni, con pazienza, costanza e determinazione!

E adesso, abbracciamo forte il nostro “io bambino interiore”, regaliamogli un enorme sorriso ed un bacio a schiocco, culliamolo, consoliamo tutte le ingiustizie subite, curiamo le sue ferite e cerchiamo di non ripetere gli stessi errori.

Io non ci riesco sempre, e tu?

 


La mia collaborazione con l’Associazione Custodi del Femminino continua: sono diventata una tra le moderatrice di uno dei loro gruppi Facebook che tratta temi di educazione!

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